Uno momento di esplosione creativa, uno strumento per la gestione dei nostri conflitti, una cassetta di strumenti educativi.

Quando siamo bambini la nostra mente viene educata a definire cosa è giusto e cosa è sbagliato, a generare categorie dove inseriamo i buoni e i cattivi, a reprimere idee, valori e desideri che non sono accettati dalla società in cui viviamo.

La nostra vera essenza viene silenziata. Diventiamo persone normali. Cresciamo con un controllore nella mente, che ci critica ogni volta che usciamo dalla normalità.

Vivere una vita piena significa ri-scoprire la nostra vera essenza e donare al mondo quei talenti unici per cui stiamo vivendo la nostra vita. L’arte e lo scambio collettivo contribuiscono a farci recuperare le nostre passioni ed esprimere il nostro potenziale.


“Un momento di coraggio”

Stefania Di Prima


I 2 laboratori di base del Teatro della Tenerezza

1) Creatività 300 %  Per tirare fuori tutti il nostri potenziale creativo, entrando in relazione con noi stessi, con gli altri e con madre Terra mediante l’arte ed i rituali. 

2) Gestione creativa dei Conflitti Per osservare i nostri conflitti dall’esterno, re-interpretare le priorità della nostra vita ed acquistare il potere personale per realizzare i nostri desideri. 

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Foto: Andrea Bombardelli


Video dei Laboratori

Spettacoli di Teatro Forum

Le voci dei partecipanti

“Grazie alla forza del gruppo abbiamo esplorato conflitti e nuove possibilità di trasformazione. Ho trovato uno spazio di fiducia e intimità”
Federica Giuliana

È stata un’esperienza potentissima. Sapevo che l’esperienza teatrale acquisita era ancora annidata dentro di me, ma non pensavo potesse essere così forte e ancora così presente”
Rachela Atzei

“Vivere un’esperienza personale difficile e portarla in gruppo attraverso il corpo e il movimento mi aiuta a elaborare e a scoprire nuovi punti di vista. Mi sento meno solo!” Daniele Quattrocchi

“Uscire dalla zona di confort mi spaventava alquanto, ma ho visto che anche io ho il potere personale per farlo!”
Tullia Benati

“Il Teatro della Tenerezza è un percorso dentro le emozioni e i dolori profondi. Aiuta a tirare fuori e a confrontarti con quello che proviamo e ci teniamo dentro o che non riconosciamo. Alla volte le storie degli altri ti fanno riconoscere cose che sono lì ma tu non le hai riconosciute. Quindi le scopri e da lì avviene il processo di trasformazione.” Luciano Commissari

“Un’esperienza unica! Un laboratorio che mi ha dato dei nuovi strumenti per vedere la vita da un’ulteriore prospettiva. Ho avuto l’occasione di avvicinarmi ai minori stranieri non accompagnati della comunità come non credo sarebbe stato possibile in altro modo. Ho lasciato da parte la vergogna, l’ansia e la preoccupazione. Ho vissuto ogni istante al massimo!” Benedetta Neri

“Un momento in cui tuffarmi nel gioco delle relazioni, con curiosità e profondità, e gustare gli stimoli, il rispecchiamento e le risonanze, l’intensità e l’emozione che risvegliano il senso di essere vibranti particelle di universo, ognuna/o con il proprio mirabile peculiare senso della vita” Cinzia Latella

Leader Testimonials

Un’occasione per sentirci tutti parte di una grande storia, che è la storia dell’umanità che cammina verso la bellezza. Il Teatro della Tenerezza è un modalità che ha permesso ai ragazzi minori stranieri non accompagnati e ai volontari di raggiungere il cuore della relazione, il senso dello stare insieme in maniera libera e autentica” Giovanni Mengoli, Padre Dehoniano, presidente gruppo CEIS – Villaggio del Fanciullo.

“Portare uno spettacolo di teatro forum tra i nostri ragazzi a scuola é stato come portarli dentro un viaggio. Il viaggio affascinante e misterioso del mettersi nei panni dell’altro, di uscire dalle proprie categorie per accoglierne di nuove e inaspettate. Un viaggio nella complessa e cruda realtà, ma anche nella speranza e nella trasformazione.” Carlo Caleffi, direttore CNOS-Salesiani Castel de’ Britti (Bologna).

“E’ possibile sentirsi liberi in un carcere? Vivere almeno un attimo senza pregiudizi? Essere felici? Questo impossibile progetto è diventato possibile grazie al laboratorio di Teatro della Tenerezza di Antonio condotto con gli studenti di bassa e alta sicurezza. Esercizi, giocolerie, piccoli dialoghi sui temi della reclusione e del pregiudizio. Il risultato: una illusione, una contraddizione o forse l’inizio di un sogno che vede il vero riscatto di chi ha sbagliato e che espiando la pena un giorno potrà giocare in squadra con tutti gli altri giocatori, anche con gli agenti di polizia peniteniziaria. Un’esperienza pilota per un futuro che è già nato”. Paolo Chiappetta, docente all’interno della Casa Circondariale Dozza, Bologna.

Una meravigliosa amalgama di vite diverse che si intersecavano curiose e in punta di piedi” Magherita Neri, Coordinatrice struttura di accoglienza per il Piano Freddo Capannoncino – Piazza Grande