Il Teatro Forum permette la rappresentazione di un conflitto, tratto da storie vere, dove uno o più protagonisti risultano in una situazione di difficoltà.

Alla fine dello spettacolo nasce un dibattito con il pubblico. Ed è a partire dal pubblico che le persone possono mostrare le proprie proposte, andare sul palcoscenico e sostituire i protagonisti per ripetere alcune scene dello spettacolo e cercare delle soluzioni alternative.

È il dispositivo del Teatro dell’Oppresso più diffuso in tutto il mondo. È utilizzato per creare un dibattito intorno a conflitti di interesse quotidiano, legati a differente tematiche come ad esempio discriminazioni di genere, sfruttamento lavorativo, violenza domestica, etc. Uno spettacolo di Teatro Forum può essere creato dopo un percorso che prende mesi di lavoro oppure durante un laboratorio di poche ore (ad esempio con una classe di studenti).

È un potente strumento per renderci conto della differenza tra il pensiero, la parola e l’azione. Nelle nostre società spesso viviamo in una dimensione mentale, rimaniamo racchiusi nella nostra mente attraverso la quale creiamo conflitti e risolviamo conflitti. Il nostro pensiero è molto più veloce delle nostre parole e che le nostre parole sono molto più veloci delle nostre azioni. È importante prendere coscienza dell’urgenza di cambiare il mondo ma anche del fatto che il cambiamento avviene un passo alla volta.

Se vogliamo evitare di continuare ad alimentare la frustrazione, la solitudine ed il vittimismo, abbiamo bisogno di mantenere vivi i nostri sogni attraverso la concretezza delle nostre azioni. Azioni da compiere una alla volta, con costanza e determinazione, durante tutta la nostra vita!

FotoTdOSbocco Lavorativo

Chiara è entusiasta del suo nuovo lavoro e della sua nuova relazione d’Amore. Ma la prepotenza e la gelosia del suo capo le fanno la vita difficile! Una proposta per riflettere sulle relazioni di genere e sulle relazioni di potere nei luoghi di lavoro. Guarda il video

 

 

SelezNaturale.JPG

Selezione Naturale

Corrado è un lavoratore precario che dopo la morte della moglie deve far fronte ad orari impossibili di lavoro ed alla cura della figlia adolescente. L’arroganza ed il carattere sadico del datore di lavoro fanno le cose ancora più difficili, fino ad un triste epilogo. Uno spettacolo per riflettere sul precariato e sulla relazioni tra lavoro e famiglia nelle nostre società.

 

 

FuoridiQui.png

Fuori di Qui!

Ibee è nato in Etiopia. Porta la sua terra natale nel cuore, mentre sperimenta meraviglie e difficoltà della vita in Italia. Ogni giorno si chiede dove siano davvero la sua casa, i suoi affetti, la sua felicità. Guarda il Video