Lucca, 27 Agosto

Ho appena vissuto un’esperienza magica, un momento di profonda crescita personale, un rito di passaggio! Un’uscita dal bozzolo, per assaporare con meraviglia il mio primo battito d’ali.

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Ho appena concluso di facilitare uno straordinario workshop intitolato “Le scene temute nell’educazione”. Questi due giorni trascorsi insieme ad un gruppo di educatori-educandi rappresentano per me la chiusura di un ciclo e l’apertura di un nuovo ciclo. La sistematizzazione di un percorso e l’inizio di una nuova appassionante avventura. Un’avventura che inizia con una domanda, l’ennesima domanda che mi appare ancora una volta davanti: cos’è l’Educazione? Educare come “e-ducere”, “tirare fuori” il meglio da ciascuna persona. Educare come le numerose definizioni di educazione, ciascuna con delle parole chiave ed una struttura metodologica differente, che a partire dalla cosmo-visione che contengono fanno enfasi sulla comunicazione, sull’autonomia, sulla libertà, sulla non violenza ecc. Educare come le numerose e ricche esperienze che si affiancano o si integrano all’interno dell’educazione formale: Paulo Freire, Don Milani, Montessori, Steiner, Educazione Libertaria, Educazione Democratica, Pedagooogia 3000, Educazione Parentale, Asilo nel bosco ecc.

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Osservando questo carosello di concetti e di esperienze mi rimane la sensazione che l’Educazione, per essere tale, ha bisogno di fluire leggera tra definizioni e dispositivi metodologici. L’educazione è in permanente cambiamento come lo sono i suoi protagonisti, i soggetti che la praticano. Possiamo osservare ogni momento della nostra vita come un processo educativo, e scegliere di fornire ad alcuni di questi momenti una ritualità o generare una sistematizzazione di alcune esperienze vissute, per migliorarci come educandi, come educatori e come persone.

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Ho girato mezzo mondo e sono stato a servizio di numerosi progetti, organizzazioni e gruppi di lavoro. E posso affermare che, al di là del ruolo che ricoprivo ogni volta, il mio punto di vista è stato sempre quello di un educatore, ossia di un facilitatore che osserva dei processi, vi partecipa e sistematizza l’esperienza vissuta prima di iniziarne una nuova esperienza. Oggi lavoro come Joker di teatro dell’oppresso e come facilitatore di comunità temporanee. Presto forse tornerò a sperimentarmi anche come insegnante. Le mie energie sono focalizzate sulla creazione di percorsi educativi, in laboratori, workshop e ritiri, in associazioni, centri sociali e nelle scuole. Sono super emozionato, perché comprendo ogni giorno di più che il cammino che ho iniziato tanti anni ed a cui ho fatto molta resistenza è in realtà proprio il mio cammino!

È emozionante per me pensare l’educazione in questi termini. Ho la possibilità di apprendere e di trasformarmi in ogni istante. Ho la possibilità di essere allo stesso tempo educando ed educatore. Ma ho anche la libertà di scegliere ogni volta se partecipare in un processo educativo sistematico. Ho la possibilità di auto-educarmi o di scegliere di entrare a far parte di un gruppo educativo. Ho la possibilità di facilitare processi educativi o di beneficiare della facilitazione di un’altra persona.

Ed il mio cuore di educatore, si chiede ogni giorno “cos’è l’educazione?”. Di tanto in tanto sento una voce che mi dice “non esiste una definizione. L’Educazione si costruisce educando”!

Antonio