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Sono Antonio Graziano. Sono uomo, padre, biologo e insegnante. Sono educatore teatrale e ricercatore spirituale. 

Credo che lo scopo della vita di ciascuno sia realizzare i propri sogni. Credo che non esista un traguardo da raggiungere, ma solo viaggi da vivere e da raccontare.


🌐 Le mie radici

Sono di origini napoletane. Porto con me il ribollire della terra vulcanica.

Ho studiato tanto e conquistato tanti titoli accademici nell’ambito delle scienze esatte, dell’educazione, della sociologia e della comunicazione ambientale. Ho lavorato nell’insegnamento, nella cooperazione internazionale e nel teatro sociale. Ho vissuto in Europa ed in America Latina ed ho accarezzato le coste dell’Africa e del Medio Oriente.

Per tanti anni ho creduto che accumulare riconoscimenti ed identificarmi con un lavoro “importante” fosse la via della felicità. Ma c’era sempre qualcosa che non funzionava.

C’era sempre una parte di me che sentiva un vuoto dentro. Avvertivo un senso di stanchezza, di privazione e di ansia. Sentivo che c’era un’altra strada.

🌐 Quando ho fatto CLICK

Quando ho scoperto che ciò che facevo non mi dava felicità, ho messo in discussione ciò che ho appreso nei primi 40 anni della mia vita in relazione al lavoro, alle relazioni personali ed a come noi esseri umani costruiamo la felicità.

Ho intrapreso un profondo cammino di ricerca interiore e di crescita personale. Ho scoperto che basta un istante per innamorarmi di una persona, di un luogo, di un lavoro o di un progetto. Ma ho scoperto anche che l’Amore profondo e duraturo può essere coltivato solo per quelle cose che hanno davvero valore per la mia vita.

Oggi vivo in montagna, in un angolo di paradiso che condivido con la mia meravigliosa famiglia: la mia compagna e mia figlia. Insieme ci chiediamo come creare nuove comunità dove costruire una nuova educazione e nuove relazioni tra il maschile ed il femminile, nuove comunità dove ciascuno possa realizzare i propri sogni ed essere felice.

🌐 Dare voce ai “senza voce”

Nella mia vita ho incontrato tante persone senza voce.

Ho conosciuto uomini privati di libertà che non avevano lacrime per raccontare il dolore della separazione dalla propria famiglia. Ho incontrato minori rifugiati, provenienti dall’altra parte del mare, che avevano paura di raccontarmi che forse non avrebbero mai più rivisto i loro genitori. Sono diventato amico di senza tetto che usavano l’alcool per amplificare il proprio grido di rabbia.

Ho avuto, come studenti, adolescenti maltrattati a scuola e in famiglia, adolescenti che portano sulle spalle e sul volto i risultati della violenza educativa che hanno vissuto fin da bambini e sono disposti a non avere sogni perchè credono che non hanno il diritto di averli.

Ma ho conosciuto anche persone importanti che alla fine dei conti vivevano una vita da “senza voce”. Ho incontrato rappresentanti di governi, funzionari di organizzazioni umanitarie, medici, insegnanti ed impresari che avevano paura di mettersi in gioco, di uscire dalla propria zona di comfort, di rischiare il proprio potere e le proprie sicurezze, che avevano paura di mettere il cuore al centro. 

Ma soprattutto, ho conosciuto persone “normali”, persone con un lavoro, una casa e una famiglia (e continuo a conoscerne ogni giorno), persone che non sanno dove stanno andando. Sono persone meravigliose, che scelgono di dire a sè stesse che i loro sogni sono troppo grandi per essere realizzati.

Sono persone che decidono di vivere nella mediocrità, perchè hanno troppa paura del giudizio degli altri, hanno troppa paura di sbagliare, hanno troppa paura di morire di fame e di solitudine. Per questo, scelgono di passare un’intera vita facendo un lavoro odioso, oppure vivendo con una persona che non amano, oppure scegliendo una casa dove non avrebbero mai voluto vivere.

Io stesso tante volte, nel corso della mia vita, mi sono ritrovato all’interno di questa categoria, mi sono ritrovato “senza voce”. Ed ho dovuto lavorare tanto (e continuo a farlo) per scegliere di vivere una vita che valga la pena di essere vissuta.  

I “senza voce” sono uomini e donne che hanno una luce intensa nascosta negli occhi, una luce che potrebbe manifestarsi in tutto il suo splendore.

A loro dedico il mio lavoro

A loro dedico il progetto Uomini Consapevoli, per la costruzione della fraternità e di una nuova consapevolezza maschile che possa dialogare e vivere in profonda unione con il femminile.

A loro dedico il Teatro della Tenerezza, per l’invenzione di una nuova educazione basata sulla creatività, la libertà e l’affermazione del potere personale con cui ogni persona può raggiungere i propri obiettivi.

A loro dedico l’Art Village, per la creazione di comunità dove gli essere umani possano vivere in armonia tra loro e con la Madre Terra, comunità dove ognuno possa trasformare la propria passione in lavoro e vivere una vita Felice. 

La ricerca della Felicità è un percorso lungo una vita. Ti invito a fare un pezzo di strada insieme.

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